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Dal PAES al PAESC: differenze e opportunità emergenti

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A partire dallo scorso ottobre 2015, in occasione della Cerimonia di firma tenutasi a Bruxelles, il Patto dei Sindaci si è posto nuovi e più ambiziosi obiettivi e ha allargato il proprio raggio di azione divenendo il Patto dei Sindaci per il Clima & l’Energia.

I cambiamenti apportati sono di grande interesse e, oltre a prevedere la possibilità di adesione anche per i paesi al di fuori dei confini europei, arricchiscono di contenuti il vecchio Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) che, d’ora in avanti, sarà sostituito dal Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC).

Quali sono quindi gli impegni per i nuovi firmatari del Patto?

  • Elaborare il PAESC entro 2 anni dalla firma del Patto (il termine temporale per il PAES era un anno);
  • Raggiungere una riduzione minima del 40% delle emissioni di CO2 entro il 2030 (il PAES prevedeva la riduzione minima del 20% entro il 2020);
  • Includere nella strategia le politiche per la mitigazione (riduzione delle emissioni di CO2 per limitare l’incremento della temperatura media della Terra) e quelle per l’adattamento (incrementare la resilienza dei territori e delle comunità nei confronti dei cambiamenti climatici già in atto), ossia integrare il Patto dei Sindaci con il Mayors Adapt.

Si tratta quindi di elaborare l’Inventario di Base delle Emissioni (IBE), presente anche nel PAES, congiuntamente con l’Analisi delle vulnerabilità e del rischio del territorio, che costituiva, invece, l’elemento conoscitivo fondamentale del Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PACC).

Quali sono le opportunità per le amministrazioni locali che aderiscono al Patto dei Sindaci per il Clima & l’Energia?

  • Riconoscimento e visibilità internazionale per l’impegno profuso sul fronte della mitigazione e dell’adattamento;
  • Opportunità di contribuire alla strategia energetica e climatica europea;
  • Definizione di obiettivi raggiungibili e misurabili di sviluppo del territorio attraverso l’elaborazione e il monitoraggio del PAESC;
  • Migliore accesso alle opportunità finanziarie per i progetti sul tema energetico e di adattamento climatico;
  • Occasioni innovative per la creazione di rapporti internazionali, lo scambio di esperienze, ecc.;
  • Occasioni di formazione attraverso una regolare offerta di eventi, gemellaggi, webinar, e sostegno pratico (helpdesk), materiale informativo, ecc.

Per quanto riguarda l’adesione al Patto dei Sindaci dei vecchi firmatari, questa rimane valida, ma la raccomandazione da parte della Commissione Europea è di entrare a far parte del Patto dei Sindaci per il Clima & l’Energia adeguando, eventualmente in fase di monitoraggio, lo strumento adottato agli obiettivi del PAESC.

La nostra società Rete Gaia ha in corso la redazione del primo Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici in Sardegna.

Letto 2688 volte Ultima modifica il Giovedì, 12 Maggio 2016 14:29